AMA Onoranze Funebri Roma – E’ morto Gastone Moschin

Era rimasto l’ultimo in vita dei grandi interpreti di “Amici Miei”: anche Gastone Moschin, il celebre architetto Melandri, ci ha lasciato. Senza dubbio, gran parte della notorietà fu dovuta all’interpretazione nella trilogia di “Amici Miei”, ma Gastone Moschin fu comunque uno dei più completi attori nel panorama italiano. Attore di teatro, di cinema e televisivo con l’interpretazione in sceneggiati particolarmente popolari come “Il Mulino del Po” ed “I Miserabili”.
Nato nella provincia di Verona nel 1929, il suo esordio nel cinema avvenne nel 1955 con “La rivale” di Anton Giulio Majano, ma è nei ruoli comici che Gastone Moschin si distinse partecipando all’ “Audace colpo dei soliti ignoti” di Nann Loy e, soprattutto, in “Anni ruggenti” di Luigi Zampa (1962) dove interpretò il codardo Carmine Passante. La sua versatilità di attore lo portò anche ad interpretare film di genere poliziesco, particolarmente popolari negli anni ’70 e che ispireranno anche Quintin Tarantino, come “Milano calibro 9”. Da segnalare la sua partecipazione al “Padrino Parte II” nel ruolo di Don Fenucci boss di Little Italy. Ma è con la trilogia di “Amici Miei” che Moschin entrò nell’immaginario collettivo interpretando il romantico architetto Melandri, facile all’innamoramento, che gli consentì tra l’altro di vincere anche il suo secondo Nastro d’Argento (il primo Nastro d’Argento lo vinse nel 1966 con il film “Signore & Signori” di Pietro Germi come miglior attore non protagonista).
Moschin fu anche un importante attore di teatro, facendo parte prima della Compagnia del Teatro Stabile di Genova e del Piccolo Teatro di Milano poi collaborando con il Teatro Stabile di Torino interpretando opere di Cechov e Pirandello. Dal 1983 formò una propria compagnia presentando tra l’altro opere di Goldoni, Miller ed ancora di Cechov.
Nell’ultima parte della sua carriera vanno menzionate le sue partecipazioni nelle serie televisive “Don Matteo” e “Sei forte maestro” e quelle, nei panni si se stesso, nei documentari “Adolfo Celi, un uomo dalle due culture” e “L’ultima zingarata” in cui si ripercorse la realizzazione della trilogia di “Amici Miei”.