Onoranze Funebri Roma saluta Carlo Azelio Ciampi

Il senatore a vita Carlo Azelio Ciampi si è spento il 16 settembre 2016 all’età di 95 anni. Onoranze Funebri Roma, agenzia funebre specializzata nell’organizzazione di cerimonie funebri a Roma, vuole ricordare questo personaggio politico che traghettò l’Italia in uno dei suoi passaggi più importanti: l’entrata nella moneta unica.

Il presidente emerito della Repubblica si è spento in una clinica romana in seguito ad un delicato intervento a cui era stato sottoposto; per i funerali a Roma è stata allestita la camera ardente a Palazzo Madama.

Dal 1999 al 2006, Carlo Azelio Ciampi ha ricoperto la più alta carica politica italiana riuscendo, come Presidente della Repubblica a mantenere un profilo schivo nonostante il difficile compito di traghettare il paese nella Moneta Unica, mantenendo alta la fiducia della popolazione nell’Europa unita. Nel corso del suo settennato come Presidente della Repubblica, Ciampi cerca di trasmettere agli italiani “quel patriottico sentimento nazionale che deriva dalle imprese del Risorgimento e della Resistenza e che si manifesta nell’Inno di Mameli e nella bandiera tricolore”, afferma in un messaggio a reti unificate durante un discorso dell’ultimo dell’anno. Prima di lui, al Quirinale era andato Oscar Luigi Scalfaro. Dopo di lui è stata la volta di Giorgio Napolitano.

Ciampi è stato anche Presidente del Consiglio dal 1993 al 1994; e per la prima volta a capo del Governo siede non un parlamentare ma un tecnico (ed ex Governatore della Banca d’Italia), con la missione di risollevare il Paese dallo scandalo di Tangentopoli. Nei Governi successivi, Ciampi ha ricoperto il ruolo di Ministro del Tesoro, contribuendo a far raggiungere all’Italia gli standard imposti dal Trattato di Maastricht.

Il Presidente della Repubblica Mattarella si stringe intorno alla signora Franca, la vedova, e saluta Ciampi ricordandolo così: “Ha legato il suo nome alla nascita dell’euro, e alla non scontata partecipazione dell’Italia al gruppo di testa. La sua determinazione è diventata un motore trainante per l’intero Paese. Ha poi sofferto per le incertezze e le contraddizioni dell’Unione europea, fino alle più recenti difficoltà. Se l’Italia tuttavia ha ancora un ruolo importante da giocare nel continente, e se può, a testa alta, collaborare per costruire il futuro comune, lo deve in buona misura alla passione e alla fede europeista di uomini come lui”.