AMA Onoranze Funebri Roma ricorda lo scrittore Andrea Camilleri

Andrea CamilleriLo scrittore Andrea Camilleri è morto lo scorso 17 luglio all’ospedale Santo Spirito di Roma dove era stato ricoverato un mese prima per un arresto cardiaco senza aver mai ripreso conoscenza. Scompare a 93 anni uno dei più amati scrittori italiani, autore del celebre Commissario Montalbano.
Nato a Porto Empedocle (provincia di Agrigento) nel 1925, Andrea Camilleri divenne uno scrittore di successo relativamente in tarda età, esordendo nel mondo della narrativa nel 1978 con Il corso delle cose e ottenendo un ottimo successo con il successivo Un filo di fumo, il primo di una serie di romanzi ambientati nell’immaginaria cittadina siciliana di Vigata, a cavallo tra l’ottocento e il novecento: fu proprio questo suo stretto rapporto con la terra natìa uno dei segreti della sua grande creatività e genialità. Negli anni precedenti al suo esordio come scrittore, Andrea Camilleri fu regista teatrale, frequentò dal 1949 al 1952 l’Accademia Nazionale di Arte Drammatica, e fu delegato alla produzione in RAI dove entrò nel 1957.
Il grande successo arrivò nel 1994 con la pubblicazione del libro La forma dell’acqua, il primo romanzo poliziesco con protagonista il Commissario Montalbano, interpretato magistralmente nelle fiction televisive, in onda dal 1998 ad oggi, dall’attore Luca Zingaretti. Da quel momento Andrea Camilleri divenne un autore di grande successo e i suoi libri, ristampati più volte, vendevano mediamente 60.000 copie. In realtà lo scrittore siciliano aveva pensato di porre fine alla carriera del suo Montalbano con il secondo romanzo uscito nel 1996 Il cane di terracotta, ma gli straordinari dati delle vendite spinsero l’editrice Elvira Sellerio a reclamare subito un terzo libro che uscì nello stesso anno. Uno dei grandi segreti del successo del Commissario Montalbano fu anche la particolare lingua utilizzata, il vigatese, che venne così spiegata dallo stesso Camilleri: “Non si tratta di incastonare parole in dialetto all’interno di frasi strutturalmente italiane, quanto piuttosto di seguire il flusso di un suono, componendo una sorta di partitura che invece delle note adopera il suono delle parole. Per arrivare ad un impasto unico…”.
Andrea Camilleri non nascose mai le sue idee poltiche, fu iscritto al Partito Comunista Italiano e avversò apertamente i governi di Silvio Berlusconi. Il suo Montalbano si confronta con la realtà e con i grandi problemi dei giorni nostri, come l’immigrazione trattata nel libro L’altro capo del filo, dove il commissario è alle prese con gli sbarchi degli immigrati sulle coste siciliane.
Dopo un funerale, come da sua volontà strettamente privato, è stato sepolto nel cimitero acattolico di Testaccio a Roma. Luca Zingaretti, grande protagonista della fortunatissima fiction televisiva, lo ha voluto ricordare con queste parole: “Adesso te ne vai e mi lasci con un senso incolmabile di vuoto, ma so che ogni volta che dirò, anche da solo, nella mia testa, ‘Montalbano sono!’ dovunque te ne sia andato sorriderai sornione, magari fumandoti una sigaretta e facendomi l’occhiolino in segno di intesa, come l’ultima volta che ci siamo visti a Siracusa. Addio maestro e amico, la terra ti sia lieve! Tuo Luca.” http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/2019/07/17/andrea-camilleri-e-morto-_2b738047-4a64-4275-8134-d756f42e0b6d.html
Il Commissario Montalbano però non finisce qui: il Maestro nel 2006 ha consegnato all’editore Sellerio l’ultimo libro con il finale della storia, chiedendo che venisse pubblicato dopo la sua morte.