AMA Onoranze Funebri Roma ricorda l’allenatore Gigi Radice

Gigi Radice
L’allenatore Gigi Radice è morto a Monza il 7 dicembre scorso a causa del morbo di Alzheimer. Aveva 83 anni e da tempo lottava contro questa malattia come dichiarato da suo figlio Ruggero in un’intervista al quotidiano Il Giornale nel 2015. Gigi Radice è stato uno dei più importanti allenatori italiani tra gli anni settanta e novanta, vincendo uno storico scudetto nel 1976 con il Torino, primo ed unico dopo la tragedia di Superga. Molti ricorderanno bene quella squadra capace di contendere il campionato per alcuni anni agli storici rivali della Juventus. Era il Toro dei”gemelli del goal” Pulici e Graziani, di Claudio Sala, una ala di grande talento, del regista Eraldo Pecci e del grande portiere Luciano Castellini detto “giaguaro”. Ma soprattutto era il Toro di Gigi Radice, uno straordinario direttore d’orchestra che sapeva trasmettere alla sua squadra un grande senso di appartenenza, determinazione e voglia di vincere oltre ad un gioco con marcature a zona e pressing a tutto campo ispirato all’Ajax di Johan Cruijff, che in quegli anni incantava il mondo con il cosiddetto calcio totale.
Gigi Radice nacque nel 1935 a Cesano Maderno, paese nella provincia di Monza e Brianza, e iniziò nel 1955 la carriera da calciatore come terzino sinistro vestendo le maglie di Milan, Triestina e Padova. E’ con i rossoneri che si tolse le soddisfazioni più belle da calciatore vincendo ben tre scudetti e una Coppa dei Campioni nel ’63. Un grave infortunio al ginocchio lo costrinse ad appendere anzitempo gli scarpini al chiodo e cominciò nel ’66 la sua carriera da allenatore nel Monza in Serie C, ottenendo subito una promozione nella serie cadetta e una salvezza nella stagione successiva. Da quel momento in poi divenne uno degli allenatori più importanti del nostro calcio guidando, oltre al suo Torino, moltissimi club della massima serie: Fiorentina, Milan, Inter, Bologna, Fiorentina e Roma. Con i giallorossi, nonostante rimase in panchina per una sola stagione, disputò un ottimo campionato portando la squadra a raggiungere la qualificazione in Coppa Uefa (ora Europa League). Ancora oggi i tifosi giallorossi meno giovani ricordano con entusiasmo quella stagione per la determinazione che Gigi Radice aveva saputo trasmettere ai suoi ragazzi, trasformando il Flaminio (l’Olimpico era in ristrutturazione per i Mondiali del ’90) in un catino quasi inespugnabile.
I funerali del grande Gigi Radice si sono svolti alla Residenza San Pietro a Monza alla presenza di tantissimi tifosi e suoi ex calciatori. Nel ultimo turno del campionato italiano si è osservato su tutti i campi un minuto di raccoglimento. A San Siro è stato ricordato con striscioni e il lutto al braccio in occasione della sfida Milan-Torino, le due squadre più importanti della sua carriera.