AMA Onoranze Funebri Roma – Morto l’imprenditore Pietro Marzotto

Pietro Marzotto
L’imprenditore Pietro Marzotto è morto il 26 aprile scorso all’età di 80 anni a seguito di complicanze polmonari e cardiache. Era ricoverato da alcuni giorni all’ospedale di Portogruaro.
Pietro Marzotto, figlio del conte Gaetano ed ultimo di sette fratelli, ebbe il grande merito di trasformare l’azienda tessile di famiglia in una multinazionale. Uomo estremamente concreto e restio ad ogni retorica, guidò per tanti anni la Marzotto con grande determinazione e lealtà verso gli azionisti ed i dipendenti portandola a diventare la più grande azienda a livello mondiale nella lavorazione della lana, diversificandone l’attività e coprendo tutti i segmenti della produzione sino all’alta gamma. Per riuscirci Pietro Marzotto acquisì importanti aziende come la Bassetti, il Linificio e Canapificio Nazionale, la Lanerossi ed infine la Guabello, portando il Gruppo ad avere alla fine degli anni ottanta ben 11.000 dipendenti. Con l’acquisizione nel 1991 della tedesca Hugo Boss, Pietro Marzotto entrò anche nella confezione. Il progetto di una “Grande Marzotto” sognato da Pietro, nome scelto in onore del maresciallo Badoglio suo padrino di battesimo, si arrestò nel 1997 con la mancata fusione con l’Hdp di Maurizio Romiti, appena quotata in Borsa e nata dalla scissione delle attività industriali di Gemina. Nel 2002 comunque il Gruppo acquisì la Maison Valentino quotando in Borsa nel 2005 la Valentino Fashion Group. Sono anni, questi, anche di conflitti familiari. L’idea di Pietro di modernizzare l’azienda allargando la base azionaria, trasformarla in un “public family group” e affidarne la guida a manager esterni trova forti resistenze tra i molti soci della famiglia Marzotto. Pietro venne progressivamente emarginato e nel 2004 cedette le sue quote, pur essendo azionista di maggioranza relativa, dimettendosi da presidente esecutivo.
La sua attività di imprenditore comunque non si arrestò e nel 2011 acquisì i due terzi delle azioni della società Peck, storico marchio gastronomico milanese, raggiungendo l’anno successivo la totalità del capitale.
Pietro Marzotto fu più volte vicepresidente di Confindustria e nominato Cavaliere del Lavoro anche se nel gennaio 2014 decise di autosospendersi dall’Ordine in segno di protesta per la mancata revoca del Cavalierato a Silvio Berlusconi dopo la condanna ricevuta dall’ex presidente del Consiglio.