AMA Onoranze Funebri Roma – Morto l’imprenditore Luciano Gaucci

luciano gaucciL’imprenditore romano Luciano Gaucci è morto a Santo Domingo l’ scorso 1 febbraio dopo una lunga malattia. Aveva 81 anni e il suo nome è legato soprattutto al mondo del calcio, per la vicepresidenza della Roma ai tempi di Dino Viola e soprattutto per la presidenza del Perugia.
Prima di diventare un imprenditore di successo, Luciano Gaucci lavorava come autista dell’Atac a Roma. Le porte dell’imprenditoria gli si aprirono nel settore delle pulizie, quando fondò un’azienda, La Milanese, che si aggiudicò molti appalti nella capitale grazie anche e soprattutto ai suoi rapporti politici con il mondo della Democrazia Cristiana. All’impresa di pulizie aveva affiancato anche una scuderia Ippica, la Whiet Star, ed è proprio attraverso i cavalli che si ricorda uno dei più grandi affari di Luciano Gaucci. Acquistò infatti per appena 12 milioni di lire un cavallo purosangue irlandese di nome Tony Bin che riuscì a vincere molte corse per circa 3 miliardi di lire, aggiudicandosi anche il prestigiosissimo Arc de Triomphe a Parigi. Tony Bin fu poi rivenduto per la cifra record di 7 miliardi di lire.
Ma il nome di Luciano Gaucci è associato soprattutto alle sue imprese nel mondo del calcio, iniziando la sua avventura come vicepresidente di Dino Viola alla Roma (la sua squadra del cuore), per poi diventare il patron del Perugia. Portò il club umbro dalla Serie C alla Serie A, fino a disputare addirittura una Coppa Uefa dopo la vittoria in Intertoto. Profondo conoscitore di calcio, lanciò sulle panchine di A e B allenatori come Serse Cosmi e Stefano Colantuono e scoprì talenti come Materazzi, Rapajc, il giapponese Nakata, Grosso, Gattuso, Giunti e Miccoli. Luciano Gaucci sarà ricordato anche per essere stato un presidente vulcanico e mai banale. Indimenticabile la celebre litigata col presidente del Bari Matarrese davanti alle telecamere o l’acquisto del primo calciatore cinese nella storia del campionato italiano: peccato fosse quello sbagliato… Da ricordare anche la sua battaglia con la Federcalcio per tesserare una calciatrice donna, la centravanti della Germania Birgit Prinz e il tesseramento del figlio del Colonnello Gheddafi che giocò solo 15 minuti contro la Juventus, di cui il papà era azionista e tifoso. La storia con il Perugia però finì malissimo: il club fallì e lui fu accusato di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta. Luciano Gaucci si rifugiò a Santo Domingo dove il patteggiamento portò all’indulto della condanna. I suoi anni al Perugia vengono tuttavia ricordati come i migliori della storia del club, che lo ha voluto ricordare con un comunicato e con le parole dell’attuale presidente Santopadre: “Grande protagonista della storia del Club e del calcio italiano. La sua visione, il suo coraggio, il suo carisma resteranno per sempre impressi nel cuore dei tifosi biancorossi e della nostra gloriosa società. Ciao Luciano!”.