AMA Onoranze Funebri Roma ricorda l’ex calciatore Pietro Anastasi

pietro anastasiL’ex calciatore Pietro Anastasi è morto lo scorso 17 gennaio a Varese a causa della SLA. Avrebbe compiuto 72 anni il prossimo 7 aprile. Purtroppo non è il primo ex calciatore ad essere stato colpito da questa terribile malattia degenerativa. Solo poco tempo fa avevamo ricordato la scomparsa del grande Giovanni Bertini, ex calciatore della Roma degli anni sessanta. https://www.amaonoranzefunebriroma.com/wp-admin/post.php?post=2496&action=edit
A Pietro Anastasi, dopo essere stato operato per un tumore all’intestino, fu diagnosticata la SLA circa tre anni fa ma la sua famiglia preferì tenerglielo nascosto fino a quando non è definitivamente degenerata.
Nato a Catania nel 1948, Pietro Anastasi è stato uno degli attaccanti più forti a cavallo tra gli anni sessanta e settanta. Cresciuto calcisticamente nel Massiminiana, club di proprietà della famiglia Massimino, fu notato dal direttore sportivo del Varese Alfredo Casati, che lo portò con sé nel capoluogo lombardo in Serie B. Nella prima stagione ottenne la promozione in massima serie e l’anno successivo uno storico settimo posto in campionato con tanto di tripletta alla Juventus, squadra di cui era tifoso sin da bambino. Nonostante fosse ormai promesso sposo dell’Inter, l’intervento dell’Avvocato Gianni Agnelli fece sì che Pietro Anastasi sbarcò a Torino, divenendo in breve tempo il simbolo della rivalsa dei tanti operai meridionali che lavoravano al nord. Negli stabilimenti FIAT gli operai del sud tifavano Juventus e il loro idolo era Pietro Anastasi, il Pelè bianco di Catania. Con i bianconeri giocò dal 1968 al 1976 vincendo tre campionati e giocando una finale di Coppa dei Campioni persa contro l’Ajax di Johan Cruijff. Con Roberto Bettega, acquistato nel 1970 anche lui dal Varese, formò una coppia gol formidabile, perché i due attaccanti si completavano a meraviglia: il siciliano rapido e opportunista, il torinese elegante e fortissimo di testa.
Nel 1976 passò all’Inter in uno scambio che destò grande clamore in tutta Italia con Roberto Boninsegna. Le due grandi bandiere di Juventus e Inter lasciavano i loro tifosi per approdare al club rivale. L’esperienza all’Inter non fu però esaltante, ma vinse comunque una Coppa Italia con ben 4 reti realizzate nella competizione.
Anche con la maglia della nazionale Pietro Anastasi lasciò un segno indelebile nella storia. Era il 10 giugno del 1968 quando realizzò in mezza rovesciata il gol del definitivo 2-0 nella ripetizione della finale dei Campionati Europei contro la Jugoslavia, ad oggi l’unico trofeo continentale vinto dagli azzurri.
Nell’ultima giornata di campionato è stato osservato un minuto di silenzio in sua memoria prima delle partite giocate dall’Inter e dalla Juventus.
I funerali di Pietro Anastasi si sono svolti il 20 gennaio nella Basilica di San Vittore a Varese alla presenza di tanti amici e colleghi come il vicepresidente della Juventus Pavel Nedved, l’AD dell’Inter Giuseppe Marotta, Gabriele Oriali, Claudio Gentile, Roberto Bettega e Fabio Capello.
https://www.repubblica.it/sport/calcio/2020/01/20/news/l_ultimo_saluto_a_pietro_anastasi_centinaia_di_persone_e_i_vecchi_amici_a_varese_per_la_cerimonia-246236622/